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Scoppito: entro il 2014 metà villaggio Sanofi-Aventis sarà di proprietà della Curia

villaggio_sanofidi Maria CattiniNovanta casette del Villaggio Sanofi-Aventis, su un terreno di quasi 5 ettari a Scoppito, in località Casale, andranno metà al Comune e metà all’Istituto diocesano di sostegno al Clero, che è proprietario del terreno su cui è stato edificato l’insediamento. Uno degli interventi emergenziali più tempestivi e riusciti del sisma del 6 aprile a L’Aquila, un investimento da 6 milioni di euro portato a termine dalla Sanofi-Aventis, azienda leader del settore farmaceutico, prima in Europa e quarta nel mondo, con cinque stabilimenti in Italia, di cui uno a Scoppito, sta per rivelarsi una vera e propria ‘trappola’ per il Comune.

Nell’accordo sottoscritto in data 29 giugno 2009 tra il Comune di Scoppito, la Sanofi Aventis e l’ Istituto diocesano di sostegno al Clero, se entro il 1 dicembre 2014 il Comune di Scoppito non avrà attuato la variante al Prg come da impegno preso, l’Istituto potrà pretendere la retrocessione della proprietà dell’area ad esso trasferita, ceduta a titolo di diritto di superficie. Fermo restando la metà della volumetria residenziale realizzata (45 moduli) che rimarrà comunque di proprietà dell’Istituto, che si potrebbe ritrovare un insediamento bello e pronto senza aver sostenuto alcun onere.

villaggio_sanofiA Madonna della Strada, nel comune di Scoppito si trova lo stabilimento produttivo di Sanofi-Aventis, il quale ha alle proprie dipendenze numerosi residenti sia nel Comune di Scoppito che nel Comune dell’Aquila e zone limitrofe, colpite dal sisma. All’indomani del terremoto, con lettera del 29 aprile 2009 inviata al Comune, al fine di far fronte alla situazione di emergenza del personale, Sanofi-Aventis manifestava la propria disponibilità a predisporre, a propria cura e spese, ed in accordo con la Protezione Civile, 90 moduli abitativi prefabbricati per 500 persone di 42 mq e 62 mq, due moduli, uno adibito a chiesa e l’altro a centro di aggregazione. Quest’ultima struttura di 520 mq di area coperta e 14000 mq di area verde con una sala biblioteca, 2 sale polifunzionali e un’area verde attrezzata con campetto sportivo, è stata inaugurata successivamente. La Sanofi-Aventis si è impegnata anche a far fronte alle spese di straordinaria manutenzione dei moduli abitativi e delle loro pertinenze fino a tutto il periodo di assegnazione ai propri dipendenti (cinque anni); al termine di questo periodo gli assegnatari dovranno riconsegnare i moduli abitativi ai proprietari delle rispettive aree, Comune e Istituto diocesano di sostegno al Clero.

“Per ora sono state riconsegnate solo 15 abitazioni che però non sono nella disponibilità dell’amministrazione – tiene a precisare il sindaco, Marco Giusti.- Solo con la variante al Prg, entro la fine del 2014, il Comune diventerà effettivamente proprietario del 50% dell’insediamento e quindi potrà gestirlo”. “Stiamo lavorando anche di concerto con l’Istituto per trovare una soluzione ed evitare ultima ratio la demolizione. Di sicuro il modello gestionale dovrà tenere conto dei vincoli come la finalità di pubblico servizio e di sostegno economico del territorio, ed essere quindi indirizzato ad attività socialmente utili e di assistenza”.

In attesa di vedere come andrà a finire c’è chi si interroga, non solo a Scoppito, sulle modalità di quello che, a detta di tutti, sembra essere stato un accordo capestro soprattutto per il Comune di Scoppito.

Maria Cattini, laquilablog.it

Commenti

  1. […] le considerazioni del sindaco di Scoppito Marco Giusti, in seguito all’articolo di Maria Cattini sulle prospettive del villaggio […]