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COOP Scoppito: aperta inchiesta, sequestrati documenti in Comune

coop_2La vicenda dell’apertura del supermercato Coop nel Comune aquilano di Scoppito, segnata dalle polemiche, approda in procura.

Nei giorni scorsi, agenti forestali del comando provinciale e della sezione di polizia giudiziaria hanno infatti effettuato una serie di sequestri di documenti negli uffici dell’amministrazione comunale.

I sequestri, secondo quanto si è appreso, sono stati disposti nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria coordinata dal sostituto procuratore Roberta D’Avolio.

Negli anni passati il dibattito sulla Coop ha spaccato letteralmente il paese tra favorevoli e contrari, anche alla luce della presenza di altri esercizi commerciali nella zona, costruiti e da costruire.

Lo scenario si è più volte ribaltato, alla luce anche del cambio traumatico di amministrazione con la caduta del sindaco di centrodestra, Dante De Nuntiis, dichiaratamente favorevole all’arrivo, e l’elezione del successore Marco Giusti, più prudente.

La sua amministrazione, infatti, aveva anche bloccato la variante al piano regolatore generale per il cambio di destinazione d’uso sui terreni di proprietà dell’imprenditore Graziano Rosone, ma poi il tribunale amministrativo regionale (Tar) ha forzato la mano, con la conseguente minaccia di un contenzioso milionario da parte dei proprietari delle particelle.

Alla fine la Coop ha aperto i battenti il 28 giugno scorso, con 100 metri quadrati di spazio e 10 assunti, salutata come una “svolta per il territorio”. Ma nel frattempo, le indagini su eventuali illeciti sono state aperte e proseguono.

LA DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI SCOPPITO MARCO GIUSTI

“In relazione all’articolo apparso sul vostro quotidiano, non ritengo di dover entrare nel merito di inchieste in corso per non ostacolare il lavoro degli inquirenti. Posso solo dire che sono estremamente convinto della legittimità e della bontà delle scelte operate dagli uffici tecnici comunali”.

Così il sindaco di Scoppito (L’Aquila), Marco Giusti, in una nota, replica alla notizia del sequestro di documenti negli uffici dell’amministrazione nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria della procura della Repubblica dell’Aquila sugli iter di autorizzazione del nuovo e discusso supermercato che ha aperto i battenti l’estate scorsa, dopo anni di polemiche, coordinata dalla pm Roberta D’Avolio.

“Vorrei solo precisare che la vicenda del cambio di destinazione d’uso dei capannoni dell’imprenditore Graziano Rosone non ha nulla a che vedere con l’insediamento del supermercato Coop – aggiunge l’amministratore – avvenuto su un area diversa avente destinazione commerciale già dalla variante al Prg del 2004”.

Giusti inoltre segnala che “le procedure per il rilascio delle autorizzazioni del supermercato Coop sono state oggetto di numerosi ricorsi al Tribunale amministrativo regionale che avanzavano richieste di sospensiva puntualmente rigettate o addirittura ritirate dagli stessi proponenti del ricorso”.

“Sono convinto che la magistratura farà piena luce sulla vicenda e che verrà certificata la piena legittimità dell’operato degli uffici tecnici comunali”, conclude.

AGGIORNAMENTO 3.12.2014

Una consulenza del pubblico ministero dell’Aquila Roberta D’Avolio dovrà fare luce sul presunto abuso edilizio nella realizzazione del supermercato Coop di Scoppito (L’Aquila).

Dopo le acquisizioni negli uffici comunali, da parte degli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Forestale, della documentazione attinente la realizzazione del nuovo supermercato, il pm ha dato incarico a un consulente di parte di verificare le presunte irregolarità, lamentate in un esposto.

Il perito dovrà verificare se le dimensioni del centro commerciale siano superiori a quelle consentite dal piano regolatore e se lo stesso manufatto sia stato realizzato sulla base di un titolo edilizio inefficace “perché privo di tutti i pareri necessari allo scopo e perché scaduto prima dell’inizio dei lavori”.

Tra le contestazioni anche l’area destinata a verde pubblico che sarebbe dovuta essere “di sagoma compatta”, anziché una striscia di 3 metri e lunga altri 300 metri, a margine della strada.

Al momento il fascicolo è contro ignoti ma, da quanto si è appreso, nell’esposto il denunciante fa riferimento ad almeno 10 persone che avrebbero, a vario titolo, beneficiato dell’operazione, tra cui due architetti del comune di Scoppito.

Alberto Orsini (AbruzzoWeb.it, 28 e 29 novembre 2014)